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I gettoni di libero
Congedo biennale per gravi motivi familiari.

 

 

L’art. 2 del regolamento D.M. n. 278 del 21.7.2000, pubblicato sulla G.U. 238 dell’11.10.2000, in applicazione dell’art. 4, comma 2 della legge 53/2000, consente a tutti i dipendenti, quindi sia ai docenti con contratto a tempo indeterminato sia a quelli con contratto a tempo determinato, di beneficiare di un periodo di congedo per gravi motivi familiari della durata massima di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Per i docenti con contratto a tempo determinato il congedo, fruibile nell’ambito della durata della nomina, dà solo diritto alla conservazione del posto ma non è valido per la maturazione del punteggio.

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Chi di voi ha bisogno e possiede la password della connessione wireless della scuola?


Password o non password, questo è il problema. Il proliferare di nuove tecnologie spesso ha del ridicolo. in 10 anni le scuole italiane sono passate dalla totale assenza di connettività anche in rete locale alla connettività wireless in tutte le salse. Peccato che quest'ultima spesso è gestita male. Questo o per mancanza di conoscenze adeguate o per incuria o addirittura per eccesso di protettività. Sta di fatto che mi capita di andare in scuole dove trovo l'access point wireless senza password e libero a tal punto da poter accedere ai dati della secreteria se proprio fossi così maligno. 

Altre scuole, come quella dove insegno, hanno una super protezione tale che la password dell'access point la conoscono solo il dirigente, il DSGA e un tecnico. Sono forse troppi a custodire un segreto? Credo di si. Di sicuro di un accesso wireless funzionante ma inaccessibile spesso non ci si fa granchè. Ma quali sono le esigenze che nascono in questo caso? L'accesso senza fili da un lato dà massima libertà di connessione poichè libera finalmente la scuola dal cablaggio obbligato di fili con conseguente lievitamento di costi, dall'altro impone una seria condotta da adottare. nessuno dei due esempi che ho appena fatto credo sia da scegliere. La soluzione al problema c'è ed è anche gratuita. Occorre solo che venga adottata da persone esperte e venga gestita da persone precise ma non esperte. il server proxy. Detto così sembra una parolaccia ma un bravo e coscienzioso DS farebbe bene a documentarsi e cercare un esperto che in mezza giornata la mette in atto senza problemi. Cosa occorre? Come tutte le ricette passiamo agli ingredienti:

  1. Un pc di poche pretese, magari riciclato dalla vecchia aula di informatica, va bene anche un pentium 3 con 128 mega di ram e poco hard disk.
  2. Una distro di Zeroshell, una particolare distribuzione di linux che fa al caso nostro e consente di fare da maggiordomo alla nostra rete. 
  3. Un bravo esperto configuratore meglio se dotato di buona capacità comunicativa
  4. Un docente interno alla scuola che si prenda in carico l'onere della gestione. L'importante è che sia preciso e diligente nell'uso della tecnologia.

Costo totale? considerato che il pc vecchio costa zero, zeroshell altrettanto, il tecnico specializzato in mezza giornata farà tutto, bastano al massimo 100 - 150 euro per pagare il tecnico che, si, impiega poco, ma deve essere capace e conoscere il sistema. 

Cosa consentirà di fare questo sistema? Una cosa semplice semplice. L'accesso wireless verrà lasciato aperto senza password, tanto non ha senso darla a tutti. ogni utente che accederà incontrerà il proxy ad interrogarlo sulla sua identità. Il proxy consentirà di creare account per tutti gli utenti che si vuole con diversi livelli di accesso, bilanciamento del traffico, strozzando quello degli alunni e privilegiando quello dei docenti ma soprattutto black list. Cos'è? Hi lavora nelle aule di informatica sa bene che facebook youtube e company sono i veri problemi da tenere sott'occhio. la prima cosa che fanno i ragazzi a scuola è quella di accedere a siti del genere. La black - list consente di filtrare il traffico e decidere quali siti consentire e quali no. Il tutto per categorie di utenza. Così se per caso siamo in una scuola dove i docenti stanno usano facebook essi continueranno a farlo mentre gli alunni no. 

 

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