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MOBILITA’ : VALUTAZIONE SERVIZI NON STATALI PRE-RUOLO SCUOLE MATERNE ED ELEMENTARI PERSONALE RUOLO

 

Questo argomento lo abbiamo ampiamente trattato nell serie gettoni e in quesiti, nre proponiamo un'ennesima sintesi

MOBILITA’ : VALUTAZIONE SERVIZI NON STATALI PRE-RUOLO SCUOLE MATERNE ED ELEMENTARI PERSONALE RUOLO-trasferimenti stampa invia l'articolo A seguito di numerosi quesiti posti da alcune docenti immesse in ruolo nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia in merito a servizi prestati come docente non di ruolo in scuole non statali e precisamente nella scuola materna(o dell’infanzia) e nella scuola elementare(o primaria) si precisa: 1) si valutano sempre i servizi prestati nelle scuole comunali con questi distingo: a)prima del 2000 nelle scuole comunali con approvazione di nomina da parte del Provveditorato(C.M. 36 del 10.2.1976 punto IV e art. 40 T.U. 5 febbraio 1928 n. 577). b) dopo il 2000 e successivamente nelle scuola comunali diventate paritarie senza limiti di tempo. NON SI VALUTANO PER NULLA I SERVIZI PRESTATI IN SCUOLE ALLE DIPENDENZE DI PRIVATi

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Incremento demografico al Centro-Nord e decremento nel Mezzogiorno. Effetti sulla scuola?

ECCO PERCHE' IL RECLUTAMENTO ORA DEVE ESSERE ARTICOLATO A LIVELLO NAZIONALE E TRASFORMARE FIN DAL 2012/13, LE GRADUATORIE PROVINCIALI IN GRADUATORIE AD ESAURIMENTO NAZIONALI, I PRECARI, COSIDDETTI ELETTIVI , QUELLI CHE NON SI VOGLIONO TRASFERIRE E PREFERISCONO RESTARE PRECARI A TEMPO INDETERMINATO NEI LORO PAESI, NON POSSONO COSTITUIRE PIU'UN ALIBI O UN IMPEDIMENTO ALLA LIBERA MOBILITA' , COSTITUZIONALMENTE SANCITA, E ALLA STABILIZZAZIONE DEI DOCENTI IN GRADUATORIA AD ESAURIMENTO.

 

L’Istat nei giorni scorsi ha reso noto che la popolazione totale stimata a fine 2011 è pari a 60 milioni 851 mila unità. Gli stranieri residenti (4 milioni 859 mila) rappresentano l'8% della popolazione totale. Rispetto al 1° gennaio 2011 si riscontra un incremento di 289 mila unità. La popolazione di cittadinanza italiana scende sotto i 56 milioni, con una perdita netta di 65 mila unità.

 

Quella rilevazione dell’Istat è la fotografia della situazione demografica italiana, che se confrontata con una precedente foto consente di registrare le dinamiche demografiche nel tempo e sul territorio, facendo emergere un’altra situazione interessante che Tuttoscuola da tempo sottolinea per i riflessi che essa ha sul sistema di istruzione.

Abbiamo messo a confronto la situazione demografica del 2001 con quella del 2010, utilizzando gli ultimi dati ufficiali dell’Istat (www.demo.it). Anziché riferirci all’intera popolazione, abbiamo rilevato i dati dei bambini tra zero e dieci anni di età, cioè le leve più giovani del sistema scolastico.

Questa quota giovane di popolazione scolastica nelle regioni meridionali nel 2001 era di 1.681.754 unità; nel 2010 è stata di 1.538.909 con un calo netto di 142.845 unità (-8,5%). Nelle Isole erano 755.950 nel 2001; sono stati 703.003 nel 2010 con un calo di 52.947 unità (-7%).

Mentre nel Mezzogiorno, in modo costante, si registrava un calo considerevole di bambini, al Centro-Nord avveniva il contrario: 169.724 (+16,6%) al Centro, 180.562 (+20,1%) al Nord Est e 239.056 (+17,4%) al Nord Ovest.

Quasi 200 mila bambini in meno nel Mezzogiorno e quasi 600 mila in più nel Centro Nord, con un gap in termini assoluti di 800 mila unità.

Questi due andamenti opposti di decremento e incremento demografico che da anni dividono in due l’Italia, riguarda anche fasce di età maggiori, interessate tutte alla frequenza di percorsi scolastici.

La domanda che sorge spontanea è questa: classi e organico di personale sono diminuiti o aumentati in proporzione? Sicuramente no, come Tuttoscuola ha più volte documentato.

Nell’azione di “oliatura” del sistema che Profumo si è prefisso di curare potrebbe starci anche questa operazione di verifica e riequilibrio tra i territori in una logica di trasparenza ed equità.