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I gettoni di libero
Congedo biennale per gravi motivi familiari.

 

 

L’art. 2 del regolamento D.M. n. 278 del 21.7.2000, pubblicato sulla G.U. 238 dell’11.10.2000, in applicazione dell’art. 4, comma 2 della legge 53/2000, consente a tutti i dipendenti, quindi sia ai docenti con contratto a tempo indeterminato sia a quelli con contratto a tempo determinato, di beneficiare di un periodo di congedo per gravi motivi familiari della durata massima di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Per i docenti con contratto a tempo determinato il congedo, fruibile nell’ambito della durata della nomina, dà solo diritto alla conservazione del posto ma non è valido per la maturazione del punteggio.

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Elezioni RSU: I capponi di Lorenzo Tramaglino di Libero Tassella

 

I capponi di Lorenzo Tramaglino…  e in mezzo ci siamo noi, lavoratori della scuola;  tutti abbiamo verificato almeno una volta l’inadeguatezza dei sindacati della scuola, ora dobbiamo assistere, per la quarta volta consecutiva, a una  loro competizione elettorale, come sempre arrogante e rissosa in cui i sindacati sgomitano per presentare  liste nelle scuole, per farle poi votare, per cercare un candidato last minute sulla cui testa mettere un cappello sindacale.

 

Tutti abbiamo capito che questa modalità di misurare una quota parte della rappresentatività sindacale nazionale è semplicemente vergognosa oltre che incongrua, una rappresentatività di livello nazionale non si misura con elezioni articolate e disseminate su migliaia e miglia di scuole, con elezioni in cui a predominare sono logiche di tipo particolaristico, soggettive, personali, clientelari. Se si deve misurare la rappresentatività nazionale dei sindacati,  le liste dovrebbero essere nazionali e non di scuola, è come se un partito volesse misurare la sua rappresentatività nel Paese attraverso elezioni circoscrizionali o peggio condominiali, perché a logiche condominiali spesso si assiste nella gestione politica di queste elezioni, c’è la lista del Preside, quella del DSGA, quella del gruppo dei progetti, quella dei politicizzati, quella degli sfigati, ecc. Sarebbe il caso che i sindacati, dopo la quarta esperienza, si rendano conto che bisogna disgiungere le elezioni della rappresentatività sindacale di livello nazionale da quelle delle RSU di istituto, esternalizzando finalmente queste ultime, al fine di evitare gli inevitabili e numerosi conflitti di interesse e  di costituire delle rappresentanze fin troppo affini o legate tout court alla mappa di potere organica al DS e che  nelle scuole oggi gestisce poteri e salari aggiuntivi. Da anni vado sostenendo questa tesi, una doppia scheda, una per misurare la rappresentatività, su liste nazionali, presentate dai sindacati, previa raccolta di un congruo numero di firme, con elezioni fatte su programmi, l’altra scheda, per eleggere le RSU distrettuali, esterne alle scuole.  Libero Tassella