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MOBILITA’ : VALUTAZIONE SERVIZI NON STATALI PRE-RUOLO SCUOLE MATERNE ED ELEMENTARI PERSONALE RUOLO

 

Questo argomento lo abbiamo ampiamente trattato nell serie gettoni e in quesiti, nre proponiamo un'ennesima sintesi

MOBILITA’ : VALUTAZIONE SERVIZI NON STATALI PRE-RUOLO SCUOLE MATERNE ED ELEMENTARI PERSONALE RUOLO-trasferimenti stampa invia l'articolo A seguito di numerosi quesiti posti da alcune docenti immesse in ruolo nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia in merito a servizi prestati come docente non di ruolo in scuole non statali e precisamente nella scuola materna(o dell’infanzia) e nella scuola elementare(o primaria) si precisa: 1) si valutano sempre i servizi prestati nelle scuole comunali con questi distingo: a)prima del 2000 nelle scuole comunali con approvazione di nomina da parte del Provveditorato(C.M. 36 del 10.2.1976 punto IV e art. 40 T.U. 5 febbraio 1928 n. 577). b) dopo il 2000 e successivamente nelle scuola comunali diventate paritarie senza limiti di tempo. NON SI VALUTANO PER NULLA I SERVIZI PRESTATI IN SCUOLE ALLE DIPENDENZE DI PRIVATi

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Il destino di vigilare

altArriva la notizia che dal 30 gennaio il ministro Profumo non è più presidente del CNR. Si è dimesso. Avrebbe potuto farlo prima per evitare illazioni inutili? E comunque legittime? Sicuramente sì. La questione-il problema-il discorso è sempre lo stesso. Una volta raggiunto un posto di potere, le regole che valgono per gli altri, si fa fatica ad applicarle anche per se stessi. E bisogna sempre che ci sia qualcuno a ricordare e a pretendere. Insomma, non possiamo distrarci. Dobbiamo vigilare: è la nostra regola, il nostro destino.

 



È stato ricordato, sempre a proposito del ministro Profumo, che il suo documento intitolato "Linee d'azione", tutto improntato a prospettare una scuola moderna, efficiente e in linea con i tempi, è un po' - come dire - sospeso nell'aria. Senza risorse, cioè senza soldi, 'scuola come ascensore sociale' e 'edilizia scolastica rinnovata', sono solo belle parole o fantasmi sfuggenti. Urge una fase due. Uno spiraglio, un inizio di passaggio dalle parole ai fatti. O 'saremo condannati all'eternità' (De Sanctis), nel ricordare e rincorrere uno dei tantissimi progetti enunciati e mai andati in porto. Che sono una nostra incontestabile specialità.

Arriva a confortarci, tanto per non sentirci isolati, la notizia di una ricerca francese da cui si apprende che anche lì, tra gli insegnanti, il malessere è di casa. Il burnout, cioè il disagio psichico, l'esaurimento professionale, tocca una percentuale altissima sia di docenti che di altri operatori della scuola. 

Per quanto ci riguarda, siamo a rischio di disturbi psico-sociali. Privati della considerazione generale, più o meno dileggiati e sempre sotto esame. In questo modo, con la pressione di richieste provenienti da più parti, spesso contrastanti, il rischio di sbagliare aumenta a dismisura, come lo stress. Insomma, non siamo messi proprio bene.

Ma la ricerca del CIDI (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti) va oltre e segnala altre cose. Ad esempio, che più della metà degli insegnanti italiani intervistati, su 2300, hanno scelto di insegnare per realizzare una loro aspirazione personale. Un 40 per cento ha detto che l'ha fatto per contribuire alla formazione dei giovani; invece, una percentuale minore, poco più del 13 per cento, ha affermato che ha scelto di insegnare per trasmettere le conoscenze apprese. 

La ricerca del CIDI, però, in generale, a leggerla tutta, segnala la parte positiva degli insegnanti, quella ottimista che pure ci sta e va sottolineata, e che forse, a pensarci, è la parte che mantiene e rafforza tutta la categoria. Per intendersi, è la parte che sopravvive accanto e malgrado il burnout.

Un'ultima annotazione, sempre sulla ricerca del CIDI: il 34 per cento degli intervistati giudica negativa l'autonomia scolastica e la ritiene responsabile di aver trasformato la scuola in azienda. Proprio mentre l'ex ministro dell'Istruzione, Luigi Berlinguer, oggi parlamentare europeo del PD, ha fatto incontrare a Bruxelles una delegazione di suoi colleghi e alcune associazioni di genitori. Uno degli scopi dichiarati è stato quello di rilanciare l'autonomia. Tempismo, voglia di stupire o salda convinzione? Chissà?