Non è tempo di concorsi, ma le graduatorie sono da esurire prima e da liquidare dopo.
In un comunicato contro l'ipotesi di concorsi ventilata del ministro Profumo in questi giorni , alcune associazioni di precari ( CPS) chiedono il ritorno alle graduatorie permanenti con nuovi inserimenti; dal loro comunicato non si capisce bene altresì se appoggino la nostra proposta di farla finita dopo trent'anni con il doppio canale di reclutamento fifty -fifty, comunque considerano le graduatorie di per sè e in modo assiomatico, come l'unico canale di reclutamento con una graduatoria infinita ed eterna,
bisogna prendere posizione nei confronti di simili concezioni tanto regressive, bisogna esaurire le graduatorie sì, questa è per noi una priorità assoluta nel reclutamento della docenza italiana, pretendendo che lo Stato onori il suo debito che ha fatto qualche anno fa con una legge nei confronti dei docenti in graduatoria senza rimescolare le carte in tavola ( per noi questo si realizza con coraggio e solo: con lo stop ai tagli, con la blindatura delle graduatorie ad esaurimento, con la trasformazione immediata delle stesse in graduatorie nazionali con libere opzioni annuali da parte degli aspiranti e con il 100% dei posti con la contestuale decadenza delle GM dei concorsi dell'altro secolo ), ma poi bisogna passare, una volta esaurite le raduatorie, al sistema dei concorsi a cattedre per esami e titoli con numeri programmati sul reale fabbisogno, periodici, a mio avviso triennali e nazionali a cui assicurare il 100% dei posti, avendo prima liquidato il doppio canale, con prove preselettive possibilmente psicoattitudinali ( per selezionare il saper essere) e con l'abilitazione come requisito di accesso, un concorso per titoli ed esami, ove abbia una giusta valutazione il servizio ( il saper fare): il percorso abilitante o la laurea abilitante ( il sapere) come momento formativo, il concorso periodico a scadenze certe come momento selettivo. Una cosa è certa, bisogna agire in modo programmatico avendo lo scopo di prospettare soluzioni che non generino precariato strutturale, proporre concorso adesso a graduaorie piene e in un periodo di squilibrio tra domanda e offerta come fa il ministro Profumo, se denota una scarsa conoscenza del problema innesca il solito meccanismo " precariogeno" voluto i questi anni da ministri, governi, politici, sindacati.

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